PERCEZIONE….CHE SIGNIFICATO DIAMO AGLI EVENTI?



Quando ci accade qualcosa, quando siamo in una determinata situazione, quando siamo in relazione con qualcuno si attivano in noi dei meccanismi che ci spingono a ricercare un significato.

Molto spesso si tratta di processi automatici, come se fossimo settati ad un comando-risposta.

Di solito la nostra percezione è abbastanza coerente: ad un evento scatenante rispondiamo sempre con il medesimo comportamento.

Questo è ciò che blocca il cambiamento: che lo si faccia automaticamente, in modo semi-consapevole o consapevole, ci diciamo sempre la stessa cosa.

Si attivano dei Bias e delle Euristiche che corrispondono alla nostra soluzione e in quel momento siamo tranquilli, ma è un sollievo momentaneo, perché la nostra vita non cambia: siamo settati per andare in quella direzione, anche se non è quello che vorremmo, anche se è sterile e non ci porta a raggiungere l’obiettivo.

Spesso non siamo soddisfatti di noi, delle nostre azioni, qualche volta ci potrebbe sembrare che sia qualcun altro che prende le decisioni per noi, che direziona le nostre azioni (niente di trascendentale sono i nostri automatismi), lasciandoci con una profonda insoddisfazione e in una condizione di stallo, di immobilità.


Parte tutto dalla nostra percezione e dalle emozioni che si attivano….se:

- Personalizziamo l'accaduto: trasformiamo commenti o racconti in critiche o giudizi nei nostri confronti;

- Ci sentiamo eccessivamente responsabili di ciò che accade come se fosse colpa nostra. Senza teneri in considerazione la situazione o il concorso di colpa;

- Recepiamo solo le in formazioni che confermano le nostre tesi;

- Traiamo conclusioni senza avere prove a supporto o quando i fatti le disconfermano;

- Ragioniamo e analizziamo spinti dall' emozione del momento;

- Tendiamo a vedere le cose bianche o nere, anche se la vita è fatta di grigi;

.....e altro, altro ancora....


Proviamo a scacciare il comportamento che solitamente si innesca:

- cambiamo il significato agli eventi;

- cerchiamo una prospettiva alternativa;

- analizziamo il comportamento che si innesca;

- troviamo soluzioni diverse (non importa se quelle giuste non verranno subito, in questo modo attiveremo la nostra creatività)

- proviamo a metterci nei panni dell’ altra persona, nella sua vita, nel suo comportamento abituale (non significa giustificare, ma capire che ,se pensiamo di aver ricevuto un torto o ci hanno dato un consiglio, l’hanno fatto spinti dai loro automatismi a loro volta).



C’è altro: nelle attribuzioni che facciamo si nascondono i nostri blocchi e le nostre credenze, è molto importante fare un lavoro su noi stessi per tenere con noi ciò che funziona, e liberarci da quello che non è nostro, che stoppa l’azione.

Il processo di crescita richiede sforzo, lavoro ma in cambio ci porta in parti di noi stessi inesplorate, non conosciute, riscoprire quello che siamo, quello che vogliamo….è un viaggio meraviglioso.

11 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti