Persone Altamente Sensibili: destrutturiamo 5 convinzioni limitanti


Spesso noi persone altamente sensibili ci sentiamo dei marziani arrivati sulla terra da qualche misterioso pianeta e questo nostro sentirci sempre “fuori posto”, “fuori luogo” e “fuori tempo” ci fa soffrire immensamente.

Passiamo una vita cercando di trovare e cambiare quella che percepiamo come una distonia, quello che ci allontana dal mondo esterno. Il fatto è che noi siamo troppo dentro al mondo esterno.

Quanti manuali su come diventare estroversi, essere vincenti, grandi comunicatori, conquistare le folle, farsi spazio nel mondo, lasciarci scivolare le cose di dosso….e’ inutile, non ci appartiene.

Io ne ho comprati tanti ma non mi riconoscevo, facevo fatica ad applicare certi concetti, spesso anche a capirli. Sentivo di tradire me stessa, di andare contro natura.

Poi è arrivata l’identificazione che mi ha permesso di riconoscermi in questo tratto della personalità e finalmente non mi sono più sentita come il brutto anatroccolo. Ho iniziato a guardarmi dentro, a vedere quello che ero, non ho più cercato negli altri uno specchio, semplicemente mi sono accettata, la mia prospettiva è cambiata: stava a me scegliere di fare del mio modo di essere e della mia alta sensibilità un dono o una zavorra.

In un certo senso la mia vita ha avuto una svolta.

Ci sono state 5 convinzioni che mi hanno fatto particolarmente soffrire e che sono state per lungo tempo i Leitmotiv della mia vita:

1) Sono inadeguata. Ecco, in questo momento io non direi inadeguata, direi piuttosto un’eccezione: un' eccezione eccezionale. Abbiamo un dono che ci permette di cogliere le sfumature, i dettagli e che molte volte ci ha salvati da situazioni scomode. Noi sappiamo, nel nostro profondo, prima di intraprendere qualunque impresa, prima di buttarci in una relazione, se è giusta per noi o no. Quello che spesso ci frena è che non crediamo a queste nostre fini percezioni o non vogliamo vedere il disappunto sul viso di chi ci sta di fronte. Sappiamo quanto la delusione e il dolore facciano male e quindi accettiamo di andare contro a quello che secondo noi è corretto. Spesso questo nostro entrare in conflitto con i nostri valori e i nostri bisogni ci fa agire al di fuori di noi stessi e l’inadeguatezza è una conseguenza dell’ incoerenza.

Si tratta di fare una scelta consapevole: quella di credere in noi! Nel momento in cui ci fidiamo di noi faremo un dono a noi e agli altri.

2) Sono una pessima compagnia. Perché pensiamo questo? Forse perché l’altro, non avendo la nostra stessa percezione non ci contraccambia come spereremmo? Quindi, quando ci aspettiamo la stessa attenzione che a noi viene naturale, la stessa gratitudine che proveremmo davanti ad una gentilezza e ciò non avviene rimaniamo delusi, frustrati e la mente va verso mondi lontani, cospirazioni e macchinazioni si fanno strada dentro di noi. E soffriamo immensamente, non ci sentiamo né compresi né capiti.

Proviamo però a pensare se chiedessimo a quella persona cosa pensa di noi molto probabilmente avrà parole bellissime , magari ci attribuirà caratteristiche che noi non ci siamo mai riconosciuti, così abituati a porre l’attenzione su ciò che non va. Dobbiamo ammettere che quando qualcuno parla con noi si sente capito, non giudicato, che siamo di un’autenticità disarmante e di una profondità immensa. Riusciamo a far da specchio all'altro, confortarlo e farlo sentire a suo agio, accogliendolo per quello che è. Quando abbandoniamo la diffidenza che spesso ci fa ripiegare su noi stessi e ci porta a isolarci per paura di soffrire lasciamo spazio a quell’ empatia che è una nostra caratteristica intrinseca che ci permette di costruire relazioni forti e reali.

Non è un problema se non saremo mai i compagni ideali per una serata in discoteca ma è un privilegio essere gli amici di una vita.

3) Voglio vivere nell’ombra, fate finta che non ci sia. Questo nasce dalla paura del giudizio, uno dei nostri peggiori nemici insieme a quella del rifiuto. Credo siano strettamente connesse: mi giudicano per poi rifiutarmi. Da dove viene il giudizio? Spesso è l’eco di qualcuno che non ci ha capiti, che ci ha affibbiato un’ etichetta che non ci apparteneva o un ruolo che , magari anche in buona fede, riteneva fatto apposta per noi. E noi ci siamo adeguati per non scontentare, per non deludere, per non essere rifiutati. Visto che questa classificazione non ci apparteneva abbiamo paura di non essere all’ altezza...ma in fondo di chi è il problema se abbiamo tradito qualche aspettativa? Non nostro! Non possiamo permetterci di non svelarci e rassegnarci ad una vita non nostra. Non dobbiamo competere, non dobbiamo stare nel conflitto, dobbiamo chiederci quali sono le nostre passioni, i nostri talenti e i nostri bisogni e assecondarli.

Facciamo conoscenza con noi stessi, con quello che abbiamo e che vogliamo. Sviluppiamo le nostre idee e il nostro potenziale. Non cerchiamo di cambiare gli altri e il giudizio che abbiamo di noi, non facciamone un nostro problema perché non lo è.

4) Non sono intelligente. Il nostro cervello va a mille e spesso in condizioni di stress, questo ci destabilizza e innesca delle reazioni forti, a volte incomprensibili a noi e agli altri. Questo ci fa sentire particolarmente poco intelligenti. Naturalmente come metro di giudizio noi usiamo questi episodi di sopraffazione sensoriale che ci mandano in tilt. Non identifichiamoci con essi, pensiamo al nostro trovare 1000 soluzioni, che il nostro metterci nei panni dell’ altro, ma anche nei panni di tanti altri, fanno si che ai nostri occhi niente sia scontato. Quella maledetta risposta pronta che non arriva e non arriverà mai è la conseguenza del lavoro del nostro scanner mentale: vaglia, analizza e soppesa lo scindibile, a volte è immediato altre volte ci mettiamo giorni.

Siamo inoltre più presenti e lucidi quando abbiamo davanti a noi una situazione stimolante, difficilmente daremo il meglio in contesti meccanici e che ci annoiano.

Il nostro perfezionismo ci porta a voler arrivare pronti e preparati perché per noi sapere quanto basta non è abbastanza. Noi abbiamo bisogno di imparare attraverso le emozioni di fare nostri i concetti facendoli passare dai sensi. Credo che quando ne prendiamo atto aggiungiamo valore a noi stessi e siamo portati a riconoscere che da noi arriveranno soluzioni ponderate, risposte autentiche e non banali, creazioni emozionali.

5) Sono debole. A questo proposito mi sono spesso fatta la domanda: cosa significa essere forti? E fino a poco tempo fa identificavo la forza con il coraggio estremo, la risolutezza, il non far filtrare le emozioni, nell’ essere logici e concreti. Neanche in questo caso le risposte erano mie. Oggi penso che forte è chi non ha paura di mostrare la propria fragilità, chi vive le emozioni e chi pur vivendole intensamente come noi, ci rimane dentro, non si lascia spaventare.

Forte è chi rimane se stesso nonostante la paura del rifiuto e di non essere compreso e noi siamo stati entrambe le cose molte volte: essendo un’ eccezione a volte qualcuno si sarà spaventato e sarà fuggito, altri non ci avranno capiti, altri ancora ci avranno usati dandoci la colpa del loro allontanamento, ma nonostante tutto siamo qui: resilienti alla vita.

Spesso non ci accettiamo, ci prendiamo il biasimo, il giudizio e la colpa, poche volte il merito e tutto rimane attaccato alla nostra pelle. Se fossimo deboli non cercheremmo continuamente dentro di noi, non avremmo la forza di metterci in discussione, ci abbandoneremmo alla vita.

Il dono che abbiamo ci ha portato sicuramente dolore, indubbiamente ci siamo distrutti e ricostruiti più volte sempre più consapevoli del nostro valore. Abbiamo sicuramente toccato il fondo ma ci siamo sempre rialzati.

Pensiamo a quanto, nonostante tutto, continuiamo a donarci e donare tutti i giorni, a quanto amiamo sempre…..

Questo post è frutto della mia esperienza personale diretta e indiretta. Ogni individuo è unico e anche le persone altamente sensibili sono diverse tra loro. Spero che chi si è anche solo un po' identificato, se non l’ha ancora fatto, trovi il suo percorso di accettazione e di espansione.

Se vi fa piacere e pensiate vi possa aiutare, contattatemi.

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